
Medici di base Italia: numeri, stipendi e carenze
Trovare un medico di base libero in Italia sta diventando sempre più difficile, con oltre 5.700 posti vuoti stimati al 2025 secondo la Fondazione GIMBE. Il nuovo contratto collettivo nazionale porta aumenti medi del 5,78%, ma il vero nodo resta la carenza strutturale di medici di medicina generale. Ecco cosa c’è da sapere sui numeri, gli stipendi e le riforme in arrivo.
Medici di famiglia attivi (2021): 40.250 ·
Carenza stimata (2025): oltre 5.700 ·
Medici ogni 100.000 abitanti: 18 ·
MMG convenzionati: 60.000
Panoramica rapida
- 40.250 medici attivi nel 2021 (Report GIMBE su InsaluteNews)
- 5.700 posti vuoti stimati al 1° gennaio 2025 (Fondazione GIMBE via InsaluteNews)
- 5.197 unità perse tra 2019 e 2024 (Report GIMBE su InsaluteNews)
- Impatto effettivo degli aumenti sull’attrattività della professione
- Proiezioni precise della carenza oltre il 2028
- Dettagli sulla tornata contrattuale 2025-2027
- 5 novembre: approvazione ipotesi ACN in SISAC
- 24 febbraio 2026: avvio esame riforma alla Camera
- 2026: via libera Conferenza Stato-Regioni all’ACN
- Proposta Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità
- Sistema retributivo misto (capitaria + oraria + premiale 30%)
- Pensionamento flessibile per favorire il ricambio generazionale
I dati raccolti dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e dalla Fondazione GIMBE mostrano un divario crescente tra offerta e domanda di assistenza territoriale.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Definizione ufficiale | Medico di medicina generale (MMG) |
| Numero totale 2021 | 40.250 |
| Carenza 2025 | 5.700+ |
| Massimale assistiti standard | 1.500 |
| Medici titolari guardia medica (2022) | 10.671 |
| Punti di guardia medica (2022) | 2.831 |
| Medici ogni 100.000 abitanti | 18 |
| Aumento stipendio ACN 2022-2024 | 5,78% |
| Componente premiale minima proposta | 30% |
Quanti sono i medici di famiglia in Italia?
Secondo i dati Agenas aggiornati al 2021, in Italia sono attivi 40.250 medici di medicina generale. Si tratta del nucleo fondamentale dell’assistenza sanitaria territoriale, con oltre 60.000 medici convenzionati complessivamente contando tutte le forme previste dalla convenzione nazionale.
La densità media nazionale è di circa 18 medici ogni 100.000 abitanti, un rapporto che varia sensibilmente tra Nord e Sud del paese. Le Regioni più popolose – Lombardia, Lazio, Campania – concentrano le maggiori difficoltà nel garantire la copertura del fabbisogno assistenziale.
Il massimale standard di assistiti è fissato a 1.500 pazienti per medico, derogabile fino a 1.800 o oltre in situazioni particolari. La Provincia autonoma di Bolzano rappresenta un’eccezione, con massimali elevati fino a 2.000 assistiti per garantire la copertura del territorio.
Tra il 2019 e il 2024, il numero di MMG è diminuito di 5.197 unità in tutte le Regioni italiane tranne la Provincia autonoma di Bolzano. Questo dato emerge dal report della Fondazione GIMBE che documenta una tendenza strutturale al ribasso.
Dati Agenas 2021
I dati raccolti dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali fotografano una situazione di equilibrio apparente, con 40.250 medici operanti su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, il report GIMBE evidenzia come questa cifra non tenga conto delle carenze già in atto, poiché il fabbisogno viene definito dalle ASL territoriali e non dalla semplice media regionale.
Carenza nelle regioni
La Fondazione GIMBE segnala una carenza di oltre 5.700 medici di medicina generale al 1° gennaio 2025. Si tratta di un dato preoccupante, considerando che tra 2019 e 2024 sono state perse 5.197 unità e che la tendenza è destinata a peggiorare senza interventi correttivi. Le Regioni più colpite sono quelle più popolate, dove trovare un medico di base libero sta diventando sempre più difficile.
Il fenomeno è particolarmente acuto nelle aree interne e periferiche, dove i bandi per l’assegnazione degli incarichi di medicina generale restano deserti. Medici in formazione possono assumere incarichi temporanei in queste zone carenti sotto tutoraggio, con trattamento economico previsto dall’ACN plus borsa di studio.
Perché non ci sono più medici di base?
La crisi dei medici di base italiani è il risultato di un mix di fattori strutturali che si sono accumulati negli anni. L’uscita dal mercato del lavoro per pensionamento non viene compensata adeguatamente dai nuovi ingressi nella professione, mentre le condizioni contrattuali hanno reso meno attrattivo questo segmento dell’assistenza sanitaria.
Secondo il report GIMBE, la carenza di MMG è stimata in crescita entro il 2028, con difficoltà che si concentrano nelle Regioni più popolate del Centro-Sud. La mancanza di posti nei concorsi di specializzazione in medicina generale e le condizioni economiche meno competitive rispetto ad altre professioni mediche contribuiscono a questo fenomeno.
Per i pazienti, la carenza si traduce in tempi di attesa più lunghi, maggiore difficoltà nel rinnovo delle prescrizioni e pressione sui servizi di guardia medica. Per il sistema sanitario, significa un sovraccarico degli ospedali per cure che potrebbero essere gestite sul territorio.
Bandi deserti
In numerose ASL italiane, i bandi per l’assegnazione di incarichi di medicina generale a ciclo di scelta restano deserti. Medici neoabilitati preferiscono altre specializzazioni o si orientano verso l’attività intramoenia per stipendi più elevati. L’ACN 2022-2024 ha cercato di invertire questa tendenza con aumenti medi del 5,78% e il recupero degli arretrati per il triennio.
Allarme Fondazione Gimbe
La Fondazione GIMBE ha documentato come la carenza sia presente in tutte le 18 Regioni italiane monitorate. Il report evidenzia che senza interventi strutturali, la situazione peggiorerà nei prossimi anni. Le proposte in discussione includono il pensionamento flessibile volontario per favorire il ricambio generazionale e incentivi per i medici che operano nelle zone più svantaggiate.
“Dobbiamo salvaguardare le esigenze dei cittadini ma anche valorizzare i medici. Questo provvedimento soprattutto nell’ottica delle nuove Case di comunità, sarà fondamentale.”
— Orazio Schillaci, Ministro della Salute
Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?
Il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale 2022-2024 ha introdotto aumenti significativi per i medici di medicina generale. Per un medico con 1.500 assistiti (il massimale standard), l’aumento medio è di circa 609 euro lordi mensili, corrispondenti a uno stanziamento complessivo di 300 milioni di euro annui per gli stipendi.
L’incremento medio delle retribuzioni è del 5,78% rispetto ai valori del 2021, con il recupero degli arretrati per il triennio contrattuale 2022-2024. Il nuovo ACN è stato approvato in SISAC il 5 novembre e ha ricevuto il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni, entrando in vigore nel gennaio 2026.
Marco Alparone, Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, ha commentato: “Ci eravamo ripromessi di chiudere rapidamente questo rinnovo e lo abbiamo fatto. La priorità era dare una prima risposta ai tanti medici di prossimità che attendevano un adeguamento salariale.”
Guadagno con 1.500 pazienti
Per calcolare il guadagno di un medico di base con 1.500 pazienti, si considerano diverse componenti: la quota capitaria per ogni assistito, i compensi per prestazioni aggiuntive e eventuali indennità regionali. L’aumento di 609 euro lordi mensili rappresenta un miglioramento significativo rispetto al contratto precedente, ma resta da valutare l’impatto effettivo sull’attrattività della professione.
I fondi per l’assistenza territoriale ammontano a oltre 1 miliardo di euro dal 2026, stanziati dalla legge di bilancio 2022 per sostenere la riforma dell’assistenza territoriale in linea con il DM 77/2022 e il PNRR. La legge di bilancio 2026 prevede inoltre 450 milioni di euro annui per le assunzioni di personale nel Servizio Sanitario Nazionale.
Proiezioni 2026
Con il nuovo ACN in vigore e i fondi stanziati, le proiezioni per il 2026 indicano un miglioramento delle condizioni economiche dei medici convenzionati. Tuttavia, la vera sfida resta l’equilibrio tra stipendi competitivi e sostenibilità del sistema sanitario. La prossima tornata contrattuale 2025-2027 è già in lavorazione per affrontare aspetti più complessi del compenso e dell’orario.
Quali sono le nuove regole per i medici di base nel 2026?
Il 24 febbraio 2026, la Commissione Affari Sociali della Camera ha avviato l’esame della proposta di legge di riforma per i medici di medicina generale. La proposta, a prima firma di Maurizio Benigni (Forza Italia), introduce novità significative su orario, compensi e ruolo professionale.
La riforma propone un orario fisso di 38 ore settimanali per i medici di famiglia, articolate in 20 ore a ciclo di scelta e 18 ore per i medici con massimale uguale o superiore a 1.500 pazienti. Si tratta di un cambiamento radicale rispetto all’attuale sistema basato principalmente sulla disponibilità oraria flessibile.
La riforma mira a superare le incompatibilità per i medici del Servizio Sanitario Nazionale che desiderano svolgere anche attività convenzionata. Questo potrebbe ampliare l’offerta di medici di base, ma solleva interrogativi sulla sostenibilità del doppio incarico.
Accordi regionali dal 1° gennaio
Con l’entrata in vigore del nuovo ACN nel gennaio 2026, gli accordi regionali potrebbero introdurre ulteriori variazioni sulle modalità di erogazione dell’assistenza. Le Case della Comunità rappresentano il nuovo punto di riferimento per l’integrazione del ruolo dei MMG nel sistema sanitario territoriale, come previsto dal DM 77/2022 e dal PNRR.
Impatto su AFT
Le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) sono al centro della riforma, con l’obiettivo di rafforzare la coordinazione tra medici di base e altri operatori sanitari. Il nuovo sistema retributivo misto prevede una quota capitaria, una quota oraria e una componente premiale che dovrebbe rappresentare almeno il 30% della remunerazione totale, legata al raggiungimento di obiettivi assistenziali.
Come si chiamano oggi i medici di base?
I medici di base oggi vengono indicati con diverse denominazioni che possono creare confusione. Il termine più corretto e utilizzato nella documentazione ufficiale è Medico di Medicina Generale (MMG), che identifica il professionista titolare di un incarico di assistenza primaria convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.
Un tempo chiamati semplicemente “medici di famiglia”, oggi questi professionisti possono essere indicati anche come Medico di Assistenza Primaria (MAP) o “medico curante”. Tutte queste denominazioni si riferiscono alla stessa figura professionale: il laureato in medicina e chirurgia che ha completato il corso di formazione specifica in medicina generale.
Il Medico di Medicina Generale è il professionista sanitario che garantisce l’assistenza sanitaria di base alla popolazione iscritta nel suo elenco. È il punto di primo contatto tra il cittadino e il sistema sanitario, con compiti di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.
Medico di medicina generale (MMG)
Il termine MMG è quello più utilizzato negli ambienti professionali e nella letteratura scientifica. Per diventare medico di medicina generale è necessario frequentare un corso di formazione specifica di tre anni dopo la laurea in medicina e chirurgia. Il titolo abilita all’iscrizione negli elenchi dei medici di medicina generale delle ASL territoriali.
Medico di assistenza primaria (MAP)
La dizione “Medico di Assistenza Primaria” è utilizzata nelle more della convenzione nazionale e identifica la stessa figura del MMG. Il termine “a ciclo di scelta” indica invece il medico scelto dal cittadino come riferimento assistenziale, con diritto a un rapporto di scelta esclusivo con il SSN.
Il rapporto di scelta determina l’iscrizione dell’assistito nell’elenco del medico, che percepisce per ogni paziente una quota capitaria fissa. Questo sistema di finanziamento sta però evolvendo verso un modello misto che combina quota capitaria, quota oraria e componente premiale legata agli obiettivi assistenziali.
Come diventare medico di base in Italia?
Il percorso per diventare medico di medicina generale prevede diverse fasi. Dopo la laurea in medicina e chirurgia (6 anni), è necessario superare un concorso nazionale per l’ammissione al corso di formazione specifica in medicina generale della durata di tre anni. Al termine del corso, si ottiene il diploma che abilita all’esercizio della professione come MMG.
I posti disponibili nei corsi di formazione sono stabiliti annualmente con decreto ministeriale, in base al fabbisogno espresso dalle Regioni. Medici in formazione possono già durante il corso assumere incarichi temporanei in zone carenti sotto tutoraggio, con trattamento economico che combina lo stipendio ACN e la borsa di studio.
Requisiti e concorso
Per partecipare al concorso di accesso al corso di formazione in medicina generale è necessario essere in possesso della laurea in medicina e chirurgia e dell’abilitazione all’esercizio professionale. Il concorso si compone di una prova scritta che verifica le conoscenze nelle aree della clinica, della salute pubblica e delle emergenze sanitarie.
Dopo il concorso, i vincitori vengono assegnati alle Regioni in base al punteggio ottenuto e alle preferenze espresse. La formazione si svolge prevalentemente sul territorio, con rotazioni presso studi dei MMG tutor, servizi di guardia medica e strutture ospedaliere. Al termine, il diploma di formazione specifica consente l’iscrizione negli elenchi dei medici di medicina generale.
Cronologia
- : diminuzione di 5.197 unità di MMG in Italia
- : inizio del triennio contrattuale ACN
- : carenza stimata di 5.700 MMG (report GIMBE)
- : approvazione ipotesi ACN in SISAC
- : via libera Conferenza Stato-Regioni all’ACN
- : avvio esame riforma MMG alla Camera
- : entrata in vigore fondi per assistenza territoriale (oltre 1 miliardo €)
Opinioni degli esperti
“Dobbiamo salvaguardare le esigenze dei cittadini ma anche valorizzare i medici. Questo provvedimento soprattutto nell’ottica delle nuove Case di comunità, sarà fondamentale.”
Orazio Schillaci, Ministro della Salute
“Ci eravamo ripromessi di chiudere rapidamente questo rinnovo e lo abbiamo fatto. La priorità era dare una prima risposta ai tanti medici di prossimità che attendevano un adeguamento salariale.”
Marco Alparone, Presidente Comitato di settore Regioni-Sanità
Fatti confermati
- 40.250 medici attivi nel 2021 (dati Agenas)
- Carenza di 5.700 MMG al 1° gennaio 2025 (Fondazione GIMBE)
- Aumento stipendio 5,78% con ACN 2022-2024
- Proposta di 38 ore settimanali (Forza Italia)
- Componente premiale minima 30%
Aspetti da chiarire
- Impatto reale degli aumenti sull’attrattività
- Dettagli sulla tornata 2025-2027
- Stato avanzamento proposta legge post-24 febbraio
- Proiezioni carenza oltre il 2028
Sintesi e prospettive
I medici di base italiani attraversano una fase critica, con una carenza che mette sotto pressione l’intero sistema sanitario territoriale. Gli aumenti contrattuali recenti e i fondi stanziati rappresentano un segnale positivo, ma la sfida strutturale resta l’equilibrio tra domanda di assistenza e offerta di medici disponibili.
Per i pazienti, la scelta è tra attendere tempi più lunghi per un appuntamento o rivolgersi ai servizi di guardia medica o pronto soccorso per casi non urgenti. Per il sistema sanitario, l’urgenza è accelerare il ricambio generazionale e rendere la professione nuovamente attrattiva, o rischiare un peggioramento della qualità dell’assistenza nelle aree più vulnerabili del paese.
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Domande frequenti
Che differenza c’è tra medico curante e medico di base?
Nessuna differenza sostanziale. Entrambi i termini identificano il Medico di Medicina Generale (MMG) o Medico di Assistenza Primaria (MAP), ovvero il professionista che garantisce l’assistenza sanitaria di base e che il cittadino sceglie come riferimento assistenziale.
Cos’è l’AFT per i medici di famiglia?
Le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) sono gruppi di medici di medicina generale che collaborano per garantire continuità assistenziale, soprattutto fuori dall’orario normale degli studi. Fanno parte della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022.
Come sapere chi è il mio medico di base?
È possibile verificare il proprio medico di base attraverso il Portale della Salute della propria Regione, l’app IO o recandosi direttamente all’ufficio anagrafe sanitaria della ASL di appartenenza. Il medico iniziale è quello assegnato alla nascita o scelto al momento dell’iscrizione al SSN.
Un medico di base può essere privato?
I medici di medicina generale convenzionati con il SSN offrono assistenza gratuita per gli iscritti. Tuttavia, molti MMG svolgono anche attività privata (intramoenia) presso i propri studi o le strutture sanitarie, con tariffe stabilite.
Qual è la specializzazione per medico di base?
Non esiste una specializzazione tradizionale. Per diventare medico di medicina generale è necessario frequentare un corso di formazione specifica in medicina generale della durata di tre anni, diverso dalla specializzazione ospedaliera.
Che cos’è il medico di assistenza primaria a ciclo di scelta?
È il medico di medicina generale che il cittadino sceglie come riferimento assistenziale esclusivo. Il rapporto di scelta determina l’iscrizione nell’elenco del medico, che percepisce una quota capitaria per ogni assistito.
Quanti pazienti gestisce un medico di base?
Il massimale standard è di 1.500 assistiti per medico, derogabile fino a 1.800 o oltre in situazioni particolari. Alcune Regioni come la Provincia di Bolzano prevedono deroghe fino a 2.000 pazienti.