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Superbonus Notizie – Chiusura Definitiva 2025 e Eccezioni

Stefano Alessandro Moretti Rinaldi • 2026-04-09 • Revisionato da Chiara Romano

Il Superbonus ha chiuso definitivamente il ciclo avviato nel 2020. Dopo anni di proroghe e modifiche, il 2025 segna l’ultimo anno di efficacia per l’incentivo, con un’aliquota ridotta al 65% e accesso limitato esclusivamente agli interventi già avviati entro il 15 ottobre 2024. La chiusura definitiva è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2026, che non prevede alcuna proroga oltre il 31 dicembre 2025 per la maggior parte delle tipologie di intervento.

L’eccezione confermata riguarda unicamente le zone colpite dai terremoti del Centro Italia, dove il beneficio rimane al 110% fino al 31 dicembre 2026. Per tutti gli altri contribuenti, il meccanismo ha cessato di esistere nella forma originaria, trasformandosi in una semplice detrazione fiscale decennale senza possibilità di cessione del credito.

Il bilancio finale dell’iniziativa si attesta sui 109 miliardi di euro di spesa pubblica, un importo che ha indotto il governo a porre fine al sistema di incentivazione più ambioso degli ultimi decenni nel settore edilizio.

Quali sono le ultime notizie sul Superbonus?

L’aggiornamento normativo più recente arriva dalla conversione del Decreto Omnibus nell’agosto 2025, che ha prorogato l’aliquota del 110% esclusivamente per Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Per il resto del territorio nazionale, la Legge di Bilancio 2025 aveva già fissato al 65% l’ultima aliquota disponibile, applicabile solo a progetti cantierati entro la scadenza del 15 ottobre 2024.

Lancio: 2020 – 110%
Aliquota attuale: 65% (2025)
Costo stimato: 109 mld €
Accesso: Solo interventi avviati entro ottobre 2024
  1. Riduzione progressiva delle aliquote dal 110% al 65% per contenere la spesa pubblica
  2. Eliminazione della cessione del credito e dello sconto in fattura dal 2025
  3. Blocco definitivo dell’incentivo dal 1° gennaio 2026, salvo zone terremotate
  4. Passaggio obbligatorio alla detrazione in dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali
  5. Esclusione delle nuove CILA presentate dopo il 15 ottobre 2024
  6. Mantenimento del 110% fino al 2026 per edifici danneggiati da sismi nel Centro Italia
Fatto Dato Fonte Data
Chiusura definitiva 31 dicembre 2025 MementoPiù 2025
Aliquota ordinaria 2025 65% Rebusing 2025
Aliquota zone terremotate 110% fino al 2026 Rebusing Agosto 2025
Costo complessivo 109 mld € Rebusing 2024
Termine avvio lavori 15 ottobre 2024 Rebusing 2024
Cessione crediti Bloccata (con deroghe) Rebusing 2025

Il Superbonus sarà prorogato nel 2025?

La domanda richiede una precisazione terminologica: il Superbonus non è stato “prorogato nel 2025”, ma ha visto la propria ultima proroga terminare proprio nel 2025. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato l’incentivo all’aliquota del 65% esclusivamente per l’anno 2025 e solo per interventi già avviati. La Legge di Bilancio 2026 ha successivamente confermato la chiusura definitiva senza ulteriori proroghe.

La situazione per il 2025

Per tutto il 2025 resta possibile beneficiare della detrazione del 65% sulle spese sostenute, a patto che i lavori fossero stati avviati entro il 15 ottobre 2024. La condizione essenziale è la presentazione della CILA-S (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) per gli immobili non condominiali, o l’approvazione della delibera assembleare per i condomini, entro quella data critica.

L’eccezione delle zone terremotate

Unica eccezione significativa riguarda le regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il Decreto Omnibus, convertito in legge nell’agosto 2025, ha prorogato il Superbonus al 110% fino al 31 dicembre 2026 per gli immobili ubicati in queste aree e con documentato nesso causale tra i danni subiti e gli eventi sismici. In queste zone rimangono operative tutte le agevolazioni originarie, inclusa la cessione del credito.

Attenzione alle aree terremotate

La proroga al 110% per il 2026 si applica esclusivamente agli immobili con documentato nesso causale tra danno e eventi sismici nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Non è automatica per tutti gli edifici di queste regioni.

Perché non ci sarà un nuovo prolungamento

Non esistono proposte concrete per proroghe oltre il 2025. Il costo complessivo dell’incentivo, stimato in 109 miliardi di euro, ha orientato il consenso politico verso la chiusura definitiva del meccanismo. La Legge di Bilancio 2026 conferma questa impostazione, rendendo il 2025 l’ultimo anno di applicazione per la generalità dei contribuenti.

Quanto è costato il Superbonus allo Stato?

Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il conto finale del Superbonus si aggira sui 109 miliardi di euro di spesa netta per le casse pubbliche. Questa cifra rappresenta uno dei più significativi impegni di spesa fiscale degli ultimi decenni nel settore delle costruzioni e dell’efficienza energetica.

L’impatto sul bilancio pubblico

L’importo ha superato di gran lunga le stime iniziali, costringendo il governo a intervenire ripetutamente con decreti per contenere la spesa. La riduzione delle aliquote dal 110% al 70% e poi al 65%, nonché il graduale blocco delle modalità di cessione, sono state misure correttive adottate proprio per arginare l’impennata dei costi.

Le indagini sulle irregolarità

Parallelamente alla spesa effettiva, le forze dell’ordine e la Guardia di Finanza hanno rilevato frodi e irregolarità per valori superiori ai 100 miliardi di euro. Queste indagini hanno contribuito alla decisione di chiudere definitivamente il meccanismo, evidenziando criticità strutturali nel sistema di controllo delle cessioni multiple.

Superbonus: cessione crediti confermata o bloccata?

Dal 1° gennaio 2025 la cessione del credito e lo sconto in fattura sono bloccati per tutti i nuovi interventi. Rimangono valide solo le deroghe previste dal DL 39/2024 per i lavori già avviati entro marzo 2024, che consentono di completare le operazioni di cessione già iniziate.

Le modalità di fruizione attuali

L’unica modalità rimasta per accedere al beneficio è la detrazione in dichiarazione dei redditi, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Questo cambiamento rappresenta un ritorno al meccanismo tradizionale delle detrazioni fiscali, eliminando la liquidità immediata che caratterizzava il sistema di cessione.

Stop alla cessione

Dal 2025 la cessione del credito è definitivamente bloccata per i nuovi interventi. Attenzione ai rischi per chi acquista crediti ceduti in precedenza: il mercato secondario è soggetto a verifiche approfondite da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Eccezioni per lavori avviati

Per i lavori avviati entro il marzo 2024, specifiche deroghe consentono ancora la cessione del credito o lo sconto in fattura, a condizione che rispettino le scadenze procedurali stabilite dal DL 39/2024. Si tratta di una finestra residuale destinata a chiudere entro il 2025.

Solo detrazione per il 2025

Chi avvia lavori nel 2025 non può più cedere il credito né ottenere lo sconto in fattura. La detrazione del 65% va indicata nel modello 730 o Unico e si recupera in 10 anni.

Come si è evoluto il Superbonus dal 2020 ad oggi?

  1. DL Rilancio: Introduzione del Superbonus al 110% per interventi di efficienza energetica e messa in sicurezza sismica. Fonte: Governo.it
  2. Riduzione aliquote: Passaggio al 90% per condomini e 70% per altri edifici. Fonte: Eco-innovazione
  3. Aliquota unificata: Confermato il 70% per condomini ed edifici da 2 a 4 unità. Fonte: Eco-innovazione
  4. Termine avvio lavori: Ultima data per presentare CILA-S o delibere condominiali per accedere al 65% nel 2025. Fonte: Rebusing
  5. Aliquota 65%: Entra in vigore la riduzione all’ultima aliquota disponibile per interventi già avviati. Fonte: Rebusing
  6. Decreto Omnibus: Proroga al 110% fino al 2026 per zone terremotate del Centro Italia. Fonte: Rebusing
  7. Chiusura definitiva: Termine dell’incentivo per tutte le tipologie, salvo zone terremotate. Fonte: MementoPiù

Cosa è confermato e cosa rimane incerto sul Superbonus?

Informazioni confermate

  • Chiusura definitiva al 31 dicembre 2025 per l’ordinario
  • Aliquota del 65% per tutto il 2025
  • Obbligo di detrazione in 10 quote annuali dal 2025
  • Blocco cessione crediti per nuovi interventi
  • Proroga 110% fino al 2026 per zone terremotate
  • Costo complessivo di 109 miliardi di euro

Informazioni incerte o in evoluzione

  • Possibili proroghe oltre il 2026 per le zone terremotate
  • Esiti definitivi delle indagini sulle frodi e recupero crediti
  • Stabilizzazione del mercato edile post-Superbonus
  • Eventuali nuovi incentivi sostitutivi dal 2026

Qual è il contesto politico ed economico della chiusura del Superbonus?

La fine del Superbonus si inserisce in una strategia di contenimento della spesa pubblica e di riforma del Fisco Italiano – Come Orientarsi nel Sistema Fiscale Italiano. Il governo ha dovuto bilanciare la necessità di sostenere il settore delle costruzioni con l’imperativo di ridurre il deficit strutturale, pesantemente condizionato dagli oneri derivanti dall’incentivo.

Il passaggio da un meccanismo di liquidità immediata (cessione crediti) a una detrazione pluriennale riflette la volontà di tornare a strumenti fiscali tradizionali meno esposti ai rischi di frode. Il tema delle Bollette Italia – Costi, Aumenti 2024 e Previsioni 2025 rimane centrale, poiché la transizione energetica continua a richiedere interventi di riqualificazione, anche senza la copertura del Superbonus.

Le indagini su frodi per oltre 100 miliardi di euro hanno accelerato la decisione di chiudere il programma, evidenziando criticità nel controllo delle cessioni multiple e nella verifica dei requisiti di accesso. Il costo complessivo di 109 miliardi ha infatti superato di molto le previsioni iniziali, rendendo insostenibile la prosecuzione del beneficio nelle forme originarie.

Quali sono le fonti ufficiali sullo stato del Superbonus?

“Il Superbonus ha concluso definitivamente nel 2025 senza alcuna proroga per il 2026, fatta eccezione per gli immobili in zone terremotate.”

Rebusing.it e MementoPiù

“Dal 2025 è possibile solo la detrazione in dichiarazione dei redditi ripartita in 10 quote annuali, mentre la cessione del credito e lo sconto in fattura sono bloccati.”

— Analisi normativa Rebusing

“Il costo complessivo di 109 miliardi di euro ha orientato il consenso verso la chiusura definitiva dell’incentivo.”

Corte dei Conti e Ministero dell’Economia

Qual è la situazione definitiva del Superbonus?

Il Superbonus ha chiuso il ciclo inaugurato nel 2020. Dal 1° gennaio 2025 l’incentivo si applica solo al 65% e solo per interventi avviati entro il 15 ottobre 2024, esclusivamente tramite detrazione fiscale decennale. La cessione del credito è definitivamente bloccata per i nuovi progetti. Unica eccezione, le zone terremotate del Centro Italia dove il 110% resta valido fino al 31 dicembre 2026. Per approfondire l’impatto sui costi energetici, consultare l’analisi su Bollette Italia – Costi, Aumenti 2024 e Previsioni 2025.

Domande frequenti sul Superbonus

Quali sono i requisiti per accedere al Superbonus nel 2025?

È necessario avere avviato i lavori entro il 15 ottobre 2024 con CILA-S presentata per immobili non condominiali o delibera assembleare per condomini. L’aliquota è fissata al 65% e la fruizione avviene esclusivamente tramite detrazione in 10 quote annuali.

Cosa succede ai crediti già ceduti prima del 2025?

I crediti ceduti in conformità alla normativa precedente mantengono la loro validità, ma sono soggetti a verifiche approfondite da parte dell’Agenzia delle Entrate. Gli acquirers devono dimostrare la regolarità delle operazioni.

Gli interventi singoli sulle abitazioni private sono ancora agevolabili?

No, per le unità immobiliari singole (ville, appartamenti unifamiliari) non è più possibile accedere al Superbonus dal 2025, a meno che non facciano parte di edifici condominiali o a due-quattro unità con lavori avviati entro ottobre 2024.

Come funziona il Superbonus nelle zone terremotate?

Per Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, il Superbonus rimane al 110% fino al 31 dicembre 2026 per edifici con documentato nesso causale tra danni e sisma. Sono mantenute anche la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Esistono alternative al Superbonus per il 2026?

Non sono previste proroghe del Superbonus oltre il 2025 per la generalità dei casi. Restano disponibili altre detrazioni fiscali ordinarie (ecobonus, sismabonus) con aliquote inferiori e senza le specifiche modalità di cessione del credito tipiche del Superbonus.

Quanto ha inciso il Superbonus sul debito pubblico?

Il costo complessivo stimato è di 109 miliardi di euro, una cifra che ha significativamente pesato sul bilancio dello Stato e che ha motivato la scelta di non prorogare l’incentivo oltre il 2025.

Stefano Alessandro Moretti Rinaldi

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Stefano Alessandro Moretti Rinaldi

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