In Italia, chi guadagna di più non paga solo qualche punto in più di tasse: entra in scaglioni che moltiplicano l’impatto reale sul reddito. L’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche in vigore dal 1974, funziona con aliquote progressive che colpiscono porzioni crescenti del reddito. Per il 2026, una novità introdotta dalla Legge di Bilancio riduce il secondo scaglione dal 35% al 33%, con conseguenze concrete per milioni di contribuenti.

Aliquota IRPEF massima: 43% oltre 50.001 € ·
Aliquota base IRPEF: 23% fino a 28.000 € ·
Scaglione intermedio: 33% da 28.001 a 50.000 € ·
Anno riferimento aliquote: 2026

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Gli scaglioni IRPEF 2026 sono tre: 23%, 33%, 43% (Laborability)
  • Il secondo scaglione è stato ridotto dal 35% al 33% (Soluzione Tasse)
  • L’aliquota del 43% si applica ai redditi oltre 50.000 € (Coverflex)
2Cosa resta incerto
3Segnale temporale
  • DDL Bilancio 2026 approvato il 17 ottobre 2025 (Coverflex)
  • Nuove aliquote in vigore dal 1° gennaio 2026 (Edenred Italia)
  • Recepimento nei modelli 730/2026 e Redditi PF 2026 (Coverflex)
4Cosa viene dopo
  • Applicazione pratica delle nuove aliquote nella dichiarazione 2026
  • Potenziale risparmio di 2 punti percentuali per chi rientra nel secondo scaglione
  • Le addizionali regionali e comunali si sommano all’IRPEF base

I dati qui sotto mostrano le caratteristiche principali dell’IRPEF 2026 aggiornata dalla riforma.

Campo Valore
Imposta principale IRPEF su reddito persone fisiche
Aliquote 2026 23%-33%-43%
Sito ufficiale Agenzia Entrate
Applicazione Reddito complessivo dal 1974
Numero scaglioni 3
Approvazione riforma 17 ottobre 2025

Chi paga il 43% di tasse?

L’aliquota massima IRPEF del 43% colpisce chi possiede un reddito complessivo superiore a 50.000 euro annui. Non si tratta dell’intero reddito tassato al 43%, ma della quota che supera quella soglia: il sistema italiano è progressivo, quindi le aliquote si applicano solo a ciascuna porzione di reddito che rientra in uno scaglione specifico.

I principali contribuenti soggetti a questa aliquota sono dipendenti ad alto reddito, professionisti con ricavi elevati e pensionati con pensioni imponibili sopra la soglia dei 50.001 euro. Nel 2026, il sistema mantiene tre scaglioni con aliquote progressive che partono dal 23% per i redditi più bassi.

Redditi oltre 50.001 €

Il terzo scaglione IRPEF si attiva appena il reddito supera i 50.000 euro. Chi guadagna 60.000 euro, ad esempio, paga il 43% solo sui 10.000 euro eccedenti, oltre all’imposta già calcolata sui primi 50.000 euro. L’effetto cumulativo rende il carico fiscale particolarmente significativo per chi si trova in questa fascia.

Esempi di contribuenti

I lavoratori dipendenti con stipendi lordi annui superiori a circa 65.000-70.000 euro, i liberi professionisti con reddito imponibile oltre i 50.000 euro e i pensionati con trattamenti pensionistici lordi nella stessa fascia sono i principali soggetti passivi del terzo scaglione IRPEF.

Per un pensionato con pensione lorda di 55.000 euro, la quota eccedente i 50.000 euro viene tassata al 43%, con un’imposta aggiuntiva di circa 2.150 euro solo su quella porzione di reddito.

L’implicazione: per chi supera i 50.000 euro, ogni euro aggiuntivo costa 43 centesimi in più di IRPEF lorda.

Quanto si paga di tasse su 100.000 euro?

Su un reddito di 100.000 euro, l’IRPEF lorda 2026 si calcola applicando le tre aliquote progressivamente. I primi 28.000 euro sono tassati al 23% per un totale di 6.440 euro. La fascia tra 28.001 e 50.000 euro (22.000 euro) è soggetta al 33%, corrispondenti a 7.260 euro. Sui restanti 50.000 euro si applica il 43%, pari a 21.500 euro.

L’IRPEF lorda totale su 100.000 euro ammonta a 35.200 euro, con un’aliquota effettiva di circa il 35,2% sul reddito complessivo. Da questa somma vanno poi sottratte le detrazioni spettanti per ottenere l’imposta netta da versare.

Le addizionali regionali e comunali si sommano successivamente all’IRPEF base, con aliquote che variano in base alla regione e al comune di residenza.

L’impatto

Chi guadagna 100.000 euro paga oltre 35.000 euro di sola IRPEF lorda: più di un terzo del reddito finisce nelle casse dello Stato prima di qualsiasi detrazione o addizionale locale.

Calcolo scaglioni IRPEF

Il calcolo segue una logica incrementale. Per un reddito di 100.000 euro, si parte dalla base imponibile e si applica ciascuna aliquota alla porzione di reddito corrispondente. Il risultato è un’imposta progressiva che penalizza meno i redditi intermedi rispetto a un sistema proporzionale.

Detrazioni e addizionali

Le detrazioni fiscali riducono l’IRPEF netta in base alla situazione personale e familiare del contribuente. Le addizionali regionali (in media 1,23%-2,03%) e comunali (in media 0,8%) si applicano all’imposta lorda e variano significativamente da un territorio all’altro.

Il pattern: le addizionali locali trasformano un’aliquota effettiva del 35% in un carico superiore al 37-38% per molti contribuenti, a seconda della residenza.

Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026?

Gli scaglioni IRPEF per il 2026 sono tre, come confermato dalla maggioranza delle fonti specializzate. Questa struttura semplificata rispetto al sistema precedente con quattro o più scaglioni è il risultato della riforma avviata nel 2024 e confermata per il 2026.

Aliquota 23% fino 28.000 €

Il primo scaglione copre i redditi fino a 28.000 euro con un’aliquota del 23%. Chi ha un reddito di 20.000 euro paga 4.600 euro di IRPEF lorda. L’imposta sul reddito più basso è concentrata in questa fascia, che coinvolge la maggior parte dei pensionati e dei lavoratori con stipendi medio-bassi.

33% da 28.001 a 50.000 €

Il secondo scaglione, quello modificato dalla Legge di Bilancio 2026, passa dal 35% al 33%. La riduzione di due punti percentuali genera un risparmio tangibile per chi si trova in questa fascia di reddito. La soglia di 50.000 euro rappresenta il limite superiore di questa aliquota agevolata.

43% oltre 50.001 €

Il terzo scaglione mantiene l’aliquota del 43% per i redditi che superano i 50.000 euro. L’imposta di base per chi rientra completamente in questo scaglione ammonta a 13.700 euro (6.440 + 7.260), a cui si aggiunge il 43% sull’eccedenza oltre i 50.000 euro.

La novità principale: il secondo scaglione scende dal 35% al 33%, un taglio che favorisce direttamente i redditi medio-bassi.

Come si calcola l’IRPEF?

Il calcolo dell’IRPEF parte dal reddito complessivo, che include tutti i redditi netti percepiti nell’anno: lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo, fabbricati, capitali e altri redditi. Da questo si sottraggono le deduzioni previste dalla legge per ottenere la base imponibile su cui applicare le aliquote progressive.

Passi per il calcolo

Il procedimento si articola in quattro fasi: prima si determina il reddito complessivo lordo, poi si applicano le deduzioni per ottenere l’imponibile fiscale, quindi si calcola l’imposta lorda applicando le aliquote progressive agli scaglioni corrispondenti, infine si sottraggono le detrazioni per ottenere l’imposta netta.

Esempi su diversi redditi

Per un reddito di 32.500 euro, l’IRPEF lorda 2026 si calcola così: i primi 28.000 euro al 23% danno 6.440 euro; l’eccedenza di 4.500 euro (32.500 – 28.000) al 33% ammonta a 1.485 euro. L’IRPEF lorda totale è quindi 7.925 euro.

Chi ha un reddito di 20.000 euro paga invece solo l’aliquota del 23% sull’intero importo: 4.600 euro di IRPEF lorda. Per redditi di 35.000 euro, l’imposta si distribuisce tra il 23% sui primi 28.000 euro (6.440 euro) e il 33% sui restanti 7.000 euro (2.310 euro), per un totale di 8.750 euro.

Il meccanismo

L’IRPEF è progressiva: ogni scaglione si applica solo all’eccedenza oltre la soglia, non all’intero reddito. Nessuno paga il 43% su tutto il proprio reddito se non supera i 50.000 euro.

Il principio: la progressività protegge i redditi più bassi, ma chi sale di fascia paga aliquote più alte solo sulla parte eccedente.

Cos’è l’IRPEF?

L’IRPEF, acronimo di Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, è l’imposta diretta principale applicata in Italia sul reddito delle persone fisiche. Introdotta nel 1974, colpisce il reddito complessivo netto prodotto dai residenti e i redditi di fonte italiana percepiti dai non residenti.

Definizione e base imponibile

La base imponibile IRPEF si ottiene sommando tutti i redditi netti prodotti dal contribuente e sottraendo le deduzioni previste dalla legge. L’imposta si applica in modo progressivo, con aliquote marginali crescenti che aumentano all’aumentare del reddito.

Chi la paga

L’IRPEF è dovuta da tutte le persone fisiche residenti in Italia che possiedono un reddito imponibile, indipendentemente dalla nazionalità. Sono soggetti passivi i lavoratori dipendenti, i pensionati, i lavoratori autonomi, i proprietari di immobili e chiunque percepisca redditi imponibili sul territorio italiano.

La portata: oltre 40 milioni di contribuenti italiani rientrano nel perimetro IRPEF ogni anno.

Come calcolare le tasse sullo stipendio in Italia

Per calcolare le tasse sullo stipendio in Italia, il datore di lavoro applica le ritenute IRPEF mensili in base alle aliquote progressive e alle detrazioni spettanti. Il lavoratore dipendente può verificare l’imposta applicata controllando la CU (Certificazione Unica) e simulando il calcolo con il modello 730.

Le ritenute alla fonte mensili tengono conto delle detrazioni per lavoro dipendente, delle addizionali regionali e comunali e delle eventuali detrazioni per familiari a carico. Il conguaglio finale avviene con la dichiarazione dei redditi.

Passi per il calcolo dello stipendio netto

Dallo stipendio lordo annuo si sottraggono i contributi previdenziali INPS (in genere il 9,19% per i dipendenti privati) per ottenere il reddito imponibile IRPEF. Su questo imponibile si calcola l’IRPEF lorda con le aliquote progressive, poi si sottraggono le detrazioni spettanti. Il risultato è l’IRPEF netta, a cui si aggiungono le addizionali regionali e comunali per ottenere le tasse totali da pagare.

Il risparmio

Un dipendente con stipendio lordo annuo di 40.000 euro beneficia della riduzione del secondo scaglione: risparmia circa 440 euro di IRPEF lorda rispetto al 2025, quando l’aliquota era al 35%.

Il beneficio: la riduzione di 2 punti percentuali si traduce in centinaia di euro di risparmio annuo per milioni di lavoratori nella fascia media.

Vantaggi

  • Riduzione del secondo scaglione dal 35% al 33% dal 2026
  • Sistema a tre scaglioni semplificato rispetto agli anni precedenti
  • Aliquote progressive che tutelano i redditi più bassi
  • Detrazioni fiscali che riducono l’imposta netta
  • Chi ha redditi medio-bassi beneficia maggiormente della riforma

Svantaggi

  • L’aliquota massima del 43% rimane elevata per i redditi alti
  • Le addizionali regionali e comunali si sommano all’IRPEF base
  • I contribuenti nel terzo scaglione non beneficiano della riduzione
  • Conflitto di fonti su alcuni aspetti minori della normativa
  • Le detrazioni specifiche per il 2026 richiedono ulteriore chiarimento

Chi percepisce redditi oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro vedrà questa fascia tassata al 33% invece del 35%.

— Laborability (Sito specializzato fisco-lavoro)

La Legge di Bilancio 2026 tra gli interventi più significativi riduce di due punti percentuali l’aliquota del secondo scaglione IRPEF, che dal 2026 passa dal 35% al 33%.

— FISCOeTASSE.com (Rassegna stampa fiscale)

L’IRPEF 2026 rappresenta un punto di svolta per milioni di contribuenti italiani. La riduzione del secondo scaglione dal 35% al 33% porta un beneficio concreto a chi si trova nella fascia di reddito tra 28.001 e 50.000 euro, mentre chi supera i 50.000 euro continua a pagare l’aliquota massima del 43%. Per il contribuente italiano che si trova nella classe media, il risparmio di 2 punti percentuali sull’eccedenza sopra i 28.000 euro si traduce in centinaia di euro l’anno di IRPEF lorda in meno.

In sintesi: L’IRPEF 2026 mantiene tre scaglioni con aliquote progressive al 23%, 33% e 43%, con il secondo scaglione finalmente ridotto dal 35% al 33%. Per chi guadagna tra 28.001 e 50.000 euro, la riforma porta un risparmio tangibile. Il contribuente italiano nella classe media risparmia centinaia di euro l’anno grazie ai 2 punti percentuali in meno sul secondo scaglione.

Letture correlate: Fisco Italiano

Domande frequenti

Chi paga l’IRPEF?

L’IRPEF è dovuta da tutte le persone fisiche residenti in Italia che possiedono un reddito imponibile, inclusi dipendenti, pensionati, lavoratori autonomi e proprietari di immobili.

Quali sono le novità IRPEF 2025-2026?

La principale novità è la riduzione del secondo scaglione dal 35% al 33% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro, in vigore dal 1° gennaio 2026 dopo l’approvazione del DDL Bilancio il 17 ottobre 2025.

Quanto si paga su 10.000 euro?

Su un reddito di 10.000 euro, l’IRPEF lorda ammonta a 2.300 euro (aliquota 23% sull’intero importo). L’aliquota effettiva è quindi del 23%.

Cosa è il regime forfettario?

Il regime forfettario è un sistema fiscale agevolato per autonomi e piccole imprese con ricavi sotto determinate soglie, che prevede un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi anni) invece dell’IRPEF ordinaria.

Quante tasse su 300.000 euro?

Su 300.000 euro, l’IRPEF lorda si calcola così: 6.440 € (primo scaglione) + 7.260 € (secondo scaglione) + 107.500 € (43% su 250.000 € di eccedenza) = 121.200 € circa, con un’aliquota effettiva vicina al 40%.

Cosa succede superando 30.000 euro in regime minimi?

Chi supera le soglie del regime forfettario (generalmente 85.000 euro di ricavi) esce dal regime agevolato e torna alla tassazione IRPEF ordinaria con aliquote progressive.

Qual è la tassazione su stipendio Italia?

Su uno stipendio lordo si applicano i contributi INPS (circa 9,19% per i dipendenti privati), poi l’IRPEF con aliquote progressive, infine le addizionali regionali e comunali. Il netto varia significativamente in base al reddito e alla residenza.